Milano: seconda città d'italia per consumo di suolo


L’istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale mette la città di Milano al secondo posto in Italia per consumo di suolo.

I dati ci dicono anche che Milano consuma ogni anno sempre più suolo di quanto ne abbia consumato l’anno precedente. In otto anni sono stati consumati 100 ettari di suolo agricolo, pari a 150 campi di calcio.

Insieme a questi 100 ettari, prevalentemente ai bordi della città, altri milioni di metri quadri di suolo libero da costruzioni ma nel suo cuore verrà occupato nei prossimi anni.

Tutto questo grazie alla L.R.31 sul consumo di suolo che considera come urbanizzabili anche quei terreni interessati da una trasformazione edilizia o urbanistica non ancora attuata. E’ ad esempio il caso del Trotto o di Piazza D’Armi. Costruirvi sopra, secondo la norma regionale ed il nuovo Piano di Governo del territorio (PGT) , non significa consumare suolo.

Per capire quanta parte di città libera da costruzioni verrà occupata entro i prossimi 4/6 anni facciamo un piccolo passo indietro nel tempo e andiamo al 2017.

Questa maggioranza (insieme a Forza Italia e con l’astensione della Lega) ha ratificato l’Accordo di Programma degli Scali Ferroviari.

Nel 2017 vengono quindi sottratti in un sol colpo alla città e consegnati al marketing immobiliare oltre 120 ettari di suolo urbano.

Fatto quindi l’accordo sui sette Scali, ecco arrivare quest’anno con il nuovo Piano di Governo del territorio altre sei nuove aree, Bovisa-Goccia, Trotto, i 400.000 metri quadri di Piazza D’Armi, Ronchetto, Porto di Mare, Rubattino, molte di proprietà pubblica, alcune completamente libere e verdi.

Queste ulteriori sei aree accoglieranno quelle che vengono definite le Grandi Funzioni Urbane, insieme, ovviamente, ad altra volumetria residenziale, funzioni private, centri commerciali.

Ma queste Grandi Funzioni Urbane, improvvisamente spuntate dal nulla nel 2019, cosa sono di preciso e non si poteva metterle nel 2017 in capo agli Scali?

Milano ha veramente bisogno di aggiungere ulteriori altre centinaia di migliaia di metri quadri di abitazioni private e altri centri commerciali oltre a quelli già in previsione sugli Scali?


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